lunedì 6 giugno 2016

LA VERA STORIA DI UN RAGAZZO DI MADEIRA

(sottotitolo, puoi essere talentuoso come pochi, ma se qualcuno non ti dice come si fanno le cose fai la fine che fanno in tanti).

Il titolo non è accattivante, ma il post vi farà capire meglio cosa intendo.

Il calcio è giocato naturalmente dai calciatori. Alcuni hanno un talento innato al quale basta una squadra che si metta al suo servizio ed il gioco è fatto.
Vi racconto 2 storie: una di un giocatore ed un'altra di un allenatore.

LA STORIA DI CRISTIANO RONALDO.

Cristiano fu subito notato per le sue potenzialità dallo Sporting di Lisbona: gol a raffica, una capacità innata di usare testa, piede destro e sinistro allo stesso modo per un unico scopo, segnare.

Sir Alex Fergusson lo notò in un'amichevole e disse ai suoi più fidati, ma spratutto abilissimi e con "l'occhio lungo" di seguirlo (dato che Cristiano al tempo giocava prevalentemente a destra e nel Manchester United a destra giocava Beckham al quale aveva già tirato uno scarpino in faccia e che era in procinto di accordarsi con il Real Madrid).
Detto fatto, l'anno dopo Cristiano al M.U. e Beckham al Real.
Fergusson inizio un lungo cammino di perfezionamento tecnico/tattico con Cristiano facendogli indossare la maglia numero 7 che fu di George Best, Beckam..(un pò come la 10 di Maradona, Totti o Del Piero).
La "7" è un simbolo, fa capire a tutti chi è la stella in campo e la stella era lui e, dopo aver usato la carota, usa il bastone dicendogli che se avrebbe corso come a Lisbona per 90° con l'intento di fare gol, lì in inghilterra al 10° minuto sarebbe stato già falciato dai difensori avversari.
PICCOLO PASSO INDIETRO: nell'isola di Madeira, dove Cristiano è nato, non ci sono campi dove giocare e spesso l'erba era l'asfalto. Cristiano capisce che finire in terra "non gli piace affatto" perchè ci si fa male e perche si perde palla e di conseguenza la possibilità di segnare.
TORNIAMO DOVE ERAVAMO RIMASTI.
Sir Fergusson gli insegna innanzitutto a stabilire un rapporto positivo con i compagni di squadra, un rapporto che anno dopo anno deve crescere perchè ogni anno qualche vecchia gloria (leader nello spogliatoio) abbandonerà il calcio e lui deve prenderne il posto fino a che, se accadrà, diventarne leader. Poi lo migliora dal punto di vista alimentare e tattico. A quel punto ci sarebbe solo un ultimo tassello da perfezionare. Ed il destino ci mette lo zampino: ad una festa di beneficenza incontra Usain Bolt plurimedagliato nelle passate olimpiadio mondiali che gli salta addosso e lo prega di regalargli una maglia del Manchester.
Cristiano gli da appuntamento per il giorno dopo presso la struttuta di allenamento del M.U. pregandolo però di portarsi dietro una borsa con il suo abbigliamento da allenamento.
Il giorno seguente Bolt entra nella palestra e Cristiano gli da la sua maglia con tanto di dedica speciale e firma, la dedica diceva:"all'uomo che mi ha insegnato a volare".
Cristiano gli spiega che da lui avrebbe voluto apprendere i concetti di base per migliorare la sua corsa (come se al tempo CR7 corresse piano).
Sono stati chiusi in palestra per 2 giorni, dalla mattina alla sera.
Usai gli spiegò prima la parte relativa allo sviluppo muscolare e poi quella della corsa e cosa fondamentale "correre a testa alta" perchè un velocista non abbassa mai la testa.
Il terzo giorno Cristiano scese in campo gon i compagni ed ogni volta che riceveva la palla era già oltre. I suoi compagni non credevano ai propri occhi. E questa cosa è continuata giorno dopo giorno (il mister Carlo Ancelotti, in una recente intevista disse che Cristiano alle 2/3 di notte era nella palestra di casa ad allenarsi, mentre la sua compagna Irina era a letto con la vana speranza che Cristiano facesse qualche "ripetuta" su di lei) e continua tuttora.
Il suo unico problema è la stampa Madrilena che gli rende la vita impossibile, per questo sta cercando un'altra squadra "nobile" in cui andare, ma che sopratutto possa permettersi il suo stipendio. Al momento c'è solo il P.S.G. che però così tanto grande non è (sopratutto dopo Manchester United e Madrid), il suo sogno segreto sarebbe il Barcellona, ma rischierebbe la guerra civile ed in Inghilterra ha già lasciato il marchio..
Resta il fatto che tra lui e Messi io scelgo 100 volte lui, non solo perchè è un europeo, ma perchè gli manca un 10% di genialità rispetto all'argentino, ma lui colma quella mancanza con una fantasia che Leo non ha mai avuto.
A questo punto concludo con una mia classifica dei 5 più grandi giocatori che io abbia visto giocare:
1) Pelè

2) Cruijff
3) Cristiano Ronaldo
4) Maradona (ha reso grande Napoli, ha fallito in spagna.. molto genio, troppa sregolatezza)
5) Leo Messi

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